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	Commenti a: ANATOMIA DELLA SOLITUDINE	</title>
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		Di: Goodreads - Ellis		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goodreads - Ellis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 18:13:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un monologo quasi filosofico e davvero significativo che – in una manciata di pagine - scandaglia a tutto tondo un sentimento universale: la solitudine . Essa è una costante della condizione umana ed equivale all’ultimo spettro del dolore. Detta così sembrerebbe proprio che non ci sia alcuna possibilità di salvezza... Invece esiste ma non sarò io a dirvi come, ci penserà Wolfe stesso.
https://www.youtube.com/watch?v=DnGdo...
Dal libro:
”Noi che ci agitiamo nella profondità della solitudine siamo sempre vittime delle nostre insicurezze.”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un monologo quasi filosofico e davvero significativo che – in una manciata di pagine &#8211; scandaglia a tutto tondo un sentimento universale: la solitudine . Essa è una costante della condizione umana ed equivale all’ultimo spettro del dolore. Detta così sembrerebbe proprio che non ci sia alcuna possibilità di salvezza&#8230; Invece esiste ma non sarò io a dirvi come, ci penserà Wolfe stesso.<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=DnGdo" rel="nofollow ugc">https://www.youtube.com/watch?v=DnGdo</a>&#8230;<br />
Dal libro:<br />
”Noi che ci agitiamo nella profondità della solitudine siamo sempre vittime delle nostre insicurezze.”</p>
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		<title>
		Di: Goodreads - Ajeje Brazov		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goodreads - Ajeje Brazov]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 17:57:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anatomia della solitudine è un racconto/saggio di psicologia dell&#039;autore, che attraverso una scrittura molto coinvolgente e appassionante ci delinea cos&#039;è la solitudine e dal titolo praticamente la esamina in tutte le sue sfaccettature, relazionandosi anche con scritti e soprattutto scrittori che hanno fatto della solitudine l&#039;argomento fondante della loro bibliografia.
Illuminante!
Chi non ha mai conosciuto la solitudine?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anatomia della solitudine è un racconto/saggio di psicologia dell&#8217;autore, che attraverso una scrittura molto coinvolgente e appassionante ci delinea cos&#8217;è la solitudine e dal titolo praticamente la esamina in tutte le sue sfaccettature, relazionandosi anche con scritti e soprattutto scrittori che hanno fatto della solitudine l&#8217;argomento fondante della loro bibliografia.<br />
Illuminante!<br />
Chi non ha mai conosciuto la solitudine?</p>
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		<title>
		Di: MELANIA MOLTELO		</title>
		<link>https://www.urbanapneaedizioni.it/prodotto/anatomia-della-solitudine/#comment-2833</link>

		<dc:creator><![CDATA[MELANIA MOLTELO]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2021 16:35:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Consiglio a tutti questo testo ingiustamente sconosciuto di Thomas Wolfe tradotto da Dafne Munro e disponibile per il progetto “Urban Apnea Edizioni”. Rapsodie, catatonie caratterizzano la sua scrittura – non esente dalla spregiudicatezza (proprio alla Roth). Il tema della solitudine è un tema centrale della modernità; si ricordi la descrizione di Simmel della vita dello spirito nelle metropoli: la freddezza metropolitana è in netto contrasto con la natura ancora sentimentalista della vita di campagna e di provincia. Il cittadino, immerso in una rapida successione di stimoli che rasenta la nevrosi, allenta la sua ricettività, con un’armatura di autodifesa e diffidenza nei confronti del mondo. L’uomo metropolitano, nella sua solitudine, attraversa una rapida sequenza di uomini di affari, di uomini che si affrettano a raggiungere le stazioni, di uomini che portano a termine gli ultimi acquisti. Il passeggiatore sperimenta, nella folla, il suo isolamento. L’uomo della folla, di cui racconta Edgar Allan Poe, “rifugge la sua solitudine”: egli trascorre le sue ore nella confusione della moltitudine, consolando il suo timore, ma dimostrando al tempo stesso la sua incapacità a relazionarsi. L’uomo misterioso è più solo di quanto si pensi: la coltre della folla che lo avvolge, in una indifferenza totale, è la prova del nove della sua invisibilità. Anche Lo spleen di Parigi, singolare resoconto dell’impatto violento della modernità, dedica alla folla alcune tra le sue pagine più dense. Al passeggiatore solitario e pensoso la città si offre come spettacolo ed egli vi si inserisce con la sua esibizione di snobismo e disinteresse; Baudelaire scrive: “Moltitudine, solitudine: termini equivalenti e convertibili per il poeta attivo e fecondo. Chi non sa popolare la sua solitudine, non sa neppure restare solo in mezzo a una folla indaffarata”. La solitudine è un esercizio del poeta, di colui al quale una fata ha donato fin dalla nascita il talento del travestimento, l’arte del nomadismo. La proposta diventa: è possibile pensare a una solitudine che non sia immediatamente connessa con l&#039;idea convenzionale della tristezza, del depotenziamento? Non può che venire in mente il Deleuze di Pourparler: poiché la stupidità non è né muta né cieca, bisogna creare &quot;interstizi di solitudine&quot;, spazi di nascondimento, resistenze di afasia. Qualcosa che oggi come oggi ci tocca nel profondo. Le sirene, in un bellissimo racconto di Kafka, tacciono con gli occhi grondanti di lacrime.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio a tutti questo testo ingiustamente sconosciuto di Thomas Wolfe tradotto da Dafne Munro e disponibile per il progetto “Urban Apnea Edizioni”. Rapsodie, catatonie caratterizzano la sua scrittura – non esente dalla spregiudicatezza (proprio alla Roth). Il tema della solitudine è un tema centrale della modernità; si ricordi la descrizione di Simmel della vita dello spirito nelle metropoli: la freddezza metropolitana è in netto contrasto con la natura ancora sentimentalista della vita di campagna e di provincia. Il cittadino, immerso in una rapida successione di stimoli che rasenta la nevrosi, allenta la sua ricettività, con un’armatura di autodifesa e diffidenza nei confronti del mondo. L’uomo metropolitano, nella sua solitudine, attraversa una rapida sequenza di uomini di affari, di uomini che si affrettano a raggiungere le stazioni, di uomini che portano a termine gli ultimi acquisti. Il passeggiatore sperimenta, nella folla, il suo isolamento. L’uomo della folla, di cui racconta Edgar Allan Poe, “rifugge la sua solitudine”: egli trascorre le sue ore nella confusione della moltitudine, consolando il suo timore, ma dimostrando al tempo stesso la sua incapacità a relazionarsi. L’uomo misterioso è più solo di quanto si pensi: la coltre della folla che lo avvolge, in una indifferenza totale, è la prova del nove della sua invisibilità. Anche Lo spleen di Parigi, singolare resoconto dell’impatto violento della modernità, dedica alla folla alcune tra le sue pagine più dense. Al passeggiatore solitario e pensoso la città si offre come spettacolo ed egli vi si inserisce con la sua esibizione di snobismo e disinteresse; Baudelaire scrive: “Moltitudine, solitudine: termini equivalenti e convertibili per il poeta attivo e fecondo. Chi non sa popolare la sua solitudine, non sa neppure restare solo in mezzo a una folla indaffarata”. La solitudine è un esercizio del poeta, di colui al quale una fata ha donato fin dalla nascita il talento del travestimento, l’arte del nomadismo. La proposta diventa: è possibile pensare a una solitudine che non sia immediatamente connessa con l&#8217;idea convenzionale della tristezza, del depotenziamento? Non può che venire in mente il Deleuze di Pourparler: poiché la stupidità non è né muta né cieca, bisogna creare &#8220;interstizi di solitudine&#8221;, spazi di nascondimento, resistenze di afasia. Qualcosa che oggi come oggi ci tocca nel profondo. Le sirene, in un bellissimo racconto di Kafka, tacciono con gli occhi grondanti di lacrime.</p>
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