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	Commenti a: EXISTENT &#124; Teoria Olografica Vol. 2	</title>
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		Di: Luigi Bigio Cecchi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Bigio Cecchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 06:54:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro è di dimensioni ridotte, perfetto per portarselo in tasca durante le passeggiate e da leggere non appena si trova la panchina giusta  purtroppo la qualità della cover non è eccelsa e tende a graffiarsi e consumarsi lungo i bordi facilmente... ma non è un&#039;edizione di lusso, è un tascabile, e ci sta. L&#039;impaginazione degli interni è davvero ben fatta: caratteri grandi, margini spaziosi e refusi praticamente inesistenti. Bravi.
Il volume è una raccolta di racconti. In EXISTENT ce ne sono sette, e tutti di nomi eccellenti del panorama letterario mondiale: Arthur Conan Doyle, Jack London, Herbert G. Wells, Luigi Capuana, Horacio Quiroga, Abraham Merrit e Sterner P. Meek. Negli altri due volumi (CLASSIC e DARK) troviamo altri nomi come Checov, Fitzgerald, Dostoevskij, Wolfe, Chambers, Boito, Le Fanu, Bierce... ma io ho deciso di leggere EXISTENT per primo e per il mese di maggio, e questo perché la challenge imponeva come prompt &quot;attinente alla parola fuoco&quot;. Ebbene, il primo racconto di TEORIA OLOGRAFICA: EXISTENT si intitola proprio &quot;giocare con il fuoco&quot; ed è di Arthur C. Doyle (tradotto da Giuseppe Bellomo), e qui veniamo introdotti ad una delle forme di intrattenimento più tipiche della borghesia inglese dell&#039;epoca di Doyle, ovvero le sedute spiritiche. Il racconto probabilmente è frutto di un&#039;esperienza personale dell&#039;autore, visto che ne parla come di qualcosa di sconvolgente e si intuisce che ai tempi la cosa dovesse destare davvero stupore e che non fosse considerata solo uno spettacolo di intrattenimento per ricchi. Cioè ci credevano davvero, al fatto di poter parlare coi morti.
Non vi sto a riassumere tutti i racconti (d&#039;altronde sono racconti... riassumerli ha ancora meno senso) ma meritano sicuramente una menzione &quot;Tenebre e Splendore&quot; di Jack London (tradotto da Dafne Munro) nel quale si narra del crescendo di rivalità distruttiva tra due ragazzi del college, con esiti drammatici, e &quot;L&#039;ultimo poeta e gli androidi&quot; di Abraham Merritt (tradotto da Alessandra Alesi) che racconta di due fazioni in guerra, umani e androidi appunto, che si alleano nel disperato tentativo di salvare il mondo da un&#039;entità distruttrice chiamata Nemesi dello Spazio, che potrebbe distruggere la Terra, culla di entrambe le &quot;specie&quot;. Quest&#039;ultimo è scritto con pacatezza e ritmo disteso, e mi ha ricordato un sacco la prosa semplice e potente di Asimov e dei primi racconti di Bradbury. Davvero bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro è di dimensioni ridotte, perfetto per portarselo in tasca durante le passeggiate e da leggere non appena si trova la panchina giusta  purtroppo la qualità della cover non è eccelsa e tende a graffiarsi e consumarsi lungo i bordi facilmente&#8230; ma non è un&#8217;edizione di lusso, è un tascabile, e ci sta. L&#8217;impaginazione degli interni è davvero ben fatta: caratteri grandi, margini spaziosi e refusi praticamente inesistenti. Bravi.<br />
Il volume è una raccolta di racconti. In EXISTENT ce ne sono sette, e tutti di nomi eccellenti del panorama letterario mondiale: Arthur Conan Doyle, Jack London, Herbert G. Wells, Luigi Capuana, Horacio Quiroga, Abraham Merrit e Sterner P. Meek. Negli altri due volumi (CLASSIC e DARK) troviamo altri nomi come Checov, Fitzgerald, Dostoevskij, Wolfe, Chambers, Boito, Le Fanu, Bierce&#8230; ma io ho deciso di leggere EXISTENT per primo e per il mese di maggio, e questo perché la challenge imponeva come prompt &#8220;attinente alla parola fuoco&#8221;. Ebbene, il primo racconto di TEORIA OLOGRAFICA: EXISTENT si intitola proprio &#8220;giocare con il fuoco&#8221; ed è di Arthur C. Doyle (tradotto da Giuseppe Bellomo), e qui veniamo introdotti ad una delle forme di intrattenimento più tipiche della borghesia inglese dell&#8217;epoca di Doyle, ovvero le sedute spiritiche. Il racconto probabilmente è frutto di un&#8217;esperienza personale dell&#8217;autore, visto che ne parla come di qualcosa di sconvolgente e si intuisce che ai tempi la cosa dovesse destare davvero stupore e che non fosse considerata solo uno spettacolo di intrattenimento per ricchi. Cioè ci credevano davvero, al fatto di poter parlare coi morti.<br />
Non vi sto a riassumere tutti i racconti (d&#8217;altronde sono racconti&#8230; riassumerli ha ancora meno senso) ma meritano sicuramente una menzione &#8220;Tenebre e Splendore&#8221; di Jack London (tradotto da Dafne Munro) nel quale si narra del crescendo di rivalità distruttiva tra due ragazzi del college, con esiti drammatici, e &#8220;L&#8217;ultimo poeta e gli androidi&#8221; di Abraham Merritt (tradotto da Alessandra Alesi) che racconta di due fazioni in guerra, umani e androidi appunto, che si alleano nel disperato tentativo di salvare il mondo da un&#8217;entità distruttrice chiamata Nemesi dello Spazio, che potrebbe distruggere la Terra, culla di entrambe le &#8220;specie&#8221;. Quest&#8217;ultimo è scritto con pacatezza e ritmo disteso, e mi ha ricordato un sacco la prosa semplice e potente di Asimov e dei primi racconti di Bradbury. Davvero bello.</p>
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