NATHANAEL WEST

Nathanael West

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Categoria:

Descrizione

AUTORE: Nathanael West

TITOLO: L’Impostore, Il Signor Potts di Pottstown, L’Avventuriero

COLLANA: La Bolla #5

TRADUZIONE: Dafne Munro

GENERE: Fiction

ANNO: 2020

PREZZO: Creative Commons

FORMATO: .pdf

ISBN: 9788894410631

SINOSSI:

West scriveva al suo amico F. Scott Fitzgerald “sinora il tabellino riporta: Buone recensioni, 15% — Cattive recensioni, 25% — Brutali attacchi alla mia persona, 60%” e amaramente specificava “Vendite: praticamente nessuna”
 
Nathanael West nasce il 17 ottobre del 1903 a New York. A vent’anni si trasferisce a Parigi inseguendo la sua passione per il surrealismo europeo e per i suoi migliori esponenti. Ritornato negli States trova impiego nella dirigenza di alcuni alberghi, come sceneggiatore a Hollywood e avvia, senza troppa fortuna, la produzione letteraria.
 
Il 22 dicembre del 1940, a soli trentasette anni, quando i primi critici cominciavano progressivamente ad accorgersi del suo talento, muore in un incidente d’auto insieme alla moglie, sposata pochi mesi prima. Il giorno prima, colto da infarto, moriva il suo amico e grande estimatore Scott Fitzgerald.
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“Un bagno acido che purifica l’irrancidimento dallo spirito umano” Harold Bloom
 
“Joyce, Virgina Woolf, Lawrence, Ford… la superficie dei loro lavori ha una luce brillante di definizione; il loro dialogo è spontaneo. Ad alcuni americani sembrano crudeli. Ma noi non abbiamo avuto simili romanzieri, possibilmente con l’unica eccezione di Nathanel West” Flannery O’Connor
 
“Penso che la forma letteraria più vivida al momento in America sia la prosa e dal mio punto di vista Nathanel West è potenzialmente un maestro in questo campo” Francis Scott Fitzgerald
 
“Brillante e Feroce” Dorothy Parker
 
“Il grande precursore di Joseph Heller, Thomas Pynchon, Philip K. Dick, George Saunders, e molti molti altri” Jonathan Lethem

 

1 recensione per NATHANAEL WEST

  1. Avatar

    La Divoratrice di Libri

    Sebbene il suo nome sia sconosciuto ai più e non gli sia stato dato né in vita – brevissima tra le altre cose, perché fu vittima di un incidente stradale a soli trentasette anni quando, insieme alla moglie, si trovava alla guida del suo mezzo e, ad un incrocio, finì addosso ad una Pontiac (il giorno prima, destino beffardo, era morto il suo grande amico ed estimatore Francis Scott Fitzgerald) – né dopo la morte il giusto riconoscimento, la sua penna rimane incisiva nella storia della letteratura contemporanea.

    In queste tre brevi storie West riversa il meglio del suo genio creativo, imbastendo impalcature al limite del grottesco, esagerando la psicosi dei suoi personaggi, dando smalto a figure altrimenti insignificanti nel tessuto sociale dell’epoca. I suoi protagonisti sono cialtroni che si fingono artisti in una Parigi affollata di caricature, e che si spingono fino al paradosso pur di convincere se stessi del proprio genio, oppure piccoli borghesi provinciali, la cui esistenza è confermata nella propria dignità solo dall’appartenenza ad un gruppo o casta, o ancora solitari, strambi impiegati che abitano monolocali senza ascensore, persi nel gran caos urbano di una New York degli anni ‘40.

    In West si coglie la poetica dell’esasperazione di fronte ad un Sogno americano che non si avvera, e che non si può avverare, allungato in una realtà che lascia scoperto il fianco alle delusioni della storia, da cui nascono personaggi memorabili, clamorosi perdenti capaci di trasmettere grande passione e romanticismo, vivide luci che sgorgano da una crudezza quotidiana proposta senza abbellimenti.

    Spiace dover pensare a tutto quello che West, a causa della sua prematura e tragica fine, non ha potuto realizzare e di cui conseguentemente ha privato i posteri; rimane un fulgido esempio di come dovrebbe essere la letteratura: feroce e sublime.

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