CONCRETE UNDERGROUND

Moxie Mezcal

(2 recensioni dei clienti)
Categoria:

Descrizione

AUTORE: Moxie Mezcal

TITOLO: Concrete Underground

TRADUZIONE: Giuseppe Bellomo, Dario Emanuele Russo

GENERE: Thriller, Post-Moderno

ANNO: 2021

FORMATO: Brossura copertina morbida / .pdf

PREZZO: €15 / Libera donazione

ISBN: 9791280639073

SINOSSI:

Con l’avvento di Netflix le serie televisive si sono imposte come nuova forma di narrazione generazionale.
Al tempo stesso, sono sempre più numerose le serie ispirate a note opere letterarie: The Handmaid’Tale da Margaret Atwood, The Man In The High Castle da Philip K. Dick, American Gods da Neil Gaiman, The Haunting of The Hill House da Shirley Jackson, The Stand da Stephen King, Brave New World da Aldous Huxley, per citarne solo alcune.
In questo romanzo un po’ thriller, un po’ post-moderno, un po’ punk un po’ hard boiled, per registro, ritmo, e cliffhanger avviene invece l’esatto opposto: un romanzo che procede per episodi, o più esattamente “una serie televisiva da leggere”.
 
Dedalus Quetzal, un giornalista del settimanale Concrete Underground, svela un intrigo di appalti truccati e corruzione tra gli esponenti dell’establishment californiano e i pezzi grossi di alcune delle più rinomate aziende della zona.
Le indagini lo portano a stretto contatto con CEO miliardari, pericolosi scagnozzi, donne affascinanti e oscuri ricattatori.
Tra feste sfrenate e minacce, logge misteriose e omicidi, la verità potrebbe rivelarsi più sconvolgente di quanto il giornalista abbia messo in preventivo.
Come se Charles Bukowski avesse trasformato un romanzo di James Ellroy in un copione per David Lynch.

 

 

2 recensioni per CONCRETE UNDERGROUND

  1. Pasquale Schiavone

    Questo libro trasuda qualità, una storia veramente moderna che salta fuori dalla pagina e morde, trascinandoti nelle sue oscure profondità con te che ne chiedi di più. Si muove a un ritmo sano e ha una buona sensazione di solidità, le sue radici sono una storia complessa che ti sbilancia mentre si dipana.

  2. Contorni di Noir – Antonio Vena

    Dedalus Quetzal è un casinista, squattrinato, colleziona blackout da cocktail di droghe e alcolici, un tipo da battuta pronta ma anche il giornalista di punta di Concrete Underground con un delizioso istinto per la notizia, lo scandalo, l’intrigo dei potenti. Non si muove nella California degli anni ’40 di Ellroy ma ai peccati originali della terra dell’Oro e della fabbrica dei sogni altri se ne sono aggiunti, altrettanto letali. Dark lady, omicidi e sparizioni, feste e raccolte fondi, la sempre più indistinguibile differenza tra polizia e sicurezza privata dei ricchi sono tutti elementi del noir classico. I tempi in cui si muove Dedalus Quetzal e si dipana la trama però sono i nostri e il divide tra fiction e realtà nella narrazione sono un intrigo dentro l’intrigo.

    Dedalus indaga sul miliardario Dylan Maxwell e la sua Abrasax, un potentato high tech, una visione da start up divenuta un colosso; l’uomo e l’azienda che hanno trasformato la fine della privacy in opportunità e la città e i suoi abitanti come volenterose marionette in strani e perversi giochi di ruolo a cui tutti vogliono partecipare. È in corso una guerra sotterranea tra la Abrasax e una società concorrente, la campagna elettorale per il nuovo sindaco e una serie di sparatorie e atti criminali affollano le pagine dei quotidiani e il gossip tra l’elite della città. È il momento giusto per Dedalus Quetzal per agitare ulteriormente le acque e trovare il prossimo scoop. Il protagonista comincia a infiltrarsi nell’entourage di Maxwell per scoprire segreti e lati oscuri. Attraversa, più o meno incolume, gli eventi come in un cammino iniziatico, lo specchio della mente e dei piani per l’umanità di Dylan Maxwell, il grande burattinaio. Intorno si muovono personaggi particolari e bizzarri: l’editrice di Concrete Underground, Violet, Antonio. Tipi fissi del genere ma dotati ognuno di interessanti dettagli, tic: fanno parte del paesaggio nevrotico e caotico del romanzo.

    Capitolo dopo capitolo la scrittura, divertente, brillante, intelligentissima, di Moxie Mezcal, trascina il lettore e la lettrice in un riconoscibile caos. Le indagini e le inchieste perdono presto senso e importanza: impossibile è una qualunque dialettica tra cacciatore e preda, investigatore e presunto colpevole, giustizia e crimine.
    Il romanzo è un thriller in cui lo spaesamento contemporaneo è il motore capace dell’azione, un thriller d’azione che grida e sogghigna ballardismo applicato
    Cosa succede quando le promesse di un futuro radioso nella tecnologia si rivelano false? Come reagiscono gli umani alla noia da Interregno e al loro essere appena distinguibili da sofisticati algoritmi? Dedalus Quetzal, come Alvaro ne L’invenzione dei Corpi di Ducrozet, sono guide, a loro modo, uniche. Com’è la California in cui il sole splende e la profezia di Blade runner si è fortunatamente quasi non avverata? Moxie Mezcal, in questa sua late capitalism novel, risponde così.

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